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Audit energetico e diagnosi

Diagnosi energetica
Cos’è

Il Dlgs 115/08 definisce la diagnosi energetica come Procedura sistematica volta a:




  • Fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici di una attività e/o impianto industriale o di servizi pubblici o privati.




  • Ad individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici.




  • Riferire in merito ai risultati.




La definizione dei requisiti del servizio di diagnosi energetica viene maggiormente dettagliata nella EN 11428 del 2011 e poi nella EN 16247-1/4 del 2012. La medesima struttura, purchè leggermente semplificata e adattata al contesto industriale viene ripresa nell’ allegato 2 del D. lgs 102 del 2014.

Diagnosi energetica dei processi industriali
secondo Allegato 2 del D. lgs 102/14

La diagnosi energetica è eseguita attraverso la messa a punto della struttura energetica aziendale distinta per ogni vettore energetico che, attraverso un percorso strutturato a più livelli, consente di avere un quadro completo ed esaustivo della realtà dell’impresa. La realtà aziendale viene strutturata in diverse parti, o aree funzionali.


La diagnosi energetica individua inoltre, per ogni area funzionale in cui è stata articolata la struttura energetica aziendale, i seguenti dati e informazioni (valori aggregati annuali):




  • Consumi energetici (espressi in kWh e in tep) per ogni vettore energetico utilizzato




  • Caratterizzazione della destinazione d’uso della specifica area funzionale




  • Indice prestazionale di area (Ipa1) dato dal rapporto tra i consumi di area e la specifica destinazione d’uso




  • Indice prestazionale di area (Ipa2) dato dal rapporto tra i consumi di area e la destinazione d’uso Dell’azienda




Il livello di dettaglio della struttura energetica aziendale, ovvero la suddivisione in aree funzionali, dipende dalla dimensione energetica della specifica area funzionale. In altri termini l’analisi di dettaglio si ferma quando la dimensione energetica dell’area funzionale in esame è inferiore al 5% dei consumi energetici totali dell’azienda.


Nel caso di non disponibilità  dei dati di monitoraggio di dettaglio, la ripartizione dei consumi oppure la determinazione delle grandezze energetiche intermedie sarà fatta in base ai dati tecnici e di utilizzo dei vari impianti e/o attività di monitoraggio con strumentazione portatile.


Una volta definito l’insieme delle aree funzionali e determinato il peso energetico di ognuna di esse a mezzo di valutazioni progettuali e strumentali, si dovrà definire l’implementazione del piano di monitoraggio permanente in modo sia da tener sotto controllo continuo i dati significativi del contesto aziendale, che per acquisire informazioni utili al processo gestionale e dare il giusto peso energetico allo specifico prodotto realizzato o al servizio erogato.


In relazione al fatto che la struttura energetica aziendale permette di individuare le aree funzionali più efficienti o di spreco, la diagnosi energetica si completa con la messa a punto di un percorso virtuoso, in termini di interventi di efficienza energetica, tale da ridurre i fabbisogni energetici a parità di destinazione d’uso, e quindi creare i presupposti per una maggiore competitività dei prodotti e per l’erogazione di servizi migliori.

Perchè è un opportunità

Synapsees parte dal presupposto che si debba perseguire l’ottimizzazione dell’uso delle risorse economiche. Gli investimenti dovrebbero essere valutati sul loro ciclo di vita e non sul minor costo iniziale. In questa visione è indispensabile investire maggiormente nella fase che precede l’investimento andando a valutare l’utilizzo  reale di un determinato bene, il suo stato di conservazione, l’impatto complessivo che il bene ha sull’intero processo in cui è inserito, quantificando il più possibile queste valutazioni. Inoltre si dovrebbero valutare varie strategie di efficientamento del processo stesso prima della mera sostituzione del bene. É oramai appurato che maggiore sarà l’attenzione riposta nell’analisi  preliminare, minore saranno i problemi (con relativi costi) da gestire in fase di esecuzione dell’investimento e nella fase operativa.


La diagnosi energetica svolge proprio queste funzione e rappresenta il primo passo per un percorso di efficientamento complessivo di un processo. Quando si analizza un processo/impianto/edificio esistente è comune ritrovarsi in una situazione in cui il gestore ha tempo esclusivamente per la gestione ordinaria dell’impianto, la documentazione dell’impianto è di difficile reperibilità, spesso disorganizzata e ha volte lo stesso gestore non sapeva di averla. Esternalizzare il servizio di diagnosi energetica permette di ottenere delle informazioni utili alla gestione restituite da un osservatore terzo indipendente dall’azienda o ente.


Utilizzare quindi l’occasione di un obbligo normativo per eseguire una fotografia della situazione attuale rappresenta un’occasione per il management dell’azienda o dell’ente per avere un’analisi indipendente sulla qualità e l’efficienza della gestione aziendale. Inoltre i dati restituiti, sia qualitativi che quantitativi possono poi essere utilizzati per la determinazione di indicatori di prestazione aziendali e non solo energetici. Tale opportunità è inoltre finanziata tramite incentivi specifici.


Tale opportunità è ancora di maggior valore per le PMI che sono ancora astenute dall’obbligo normativo ma per le quali le regioni hanno previsto un incentivo specifico al 50% di spesa. La gestione operativa delle PMI è meno strutturata e spesso non si dedicano risorse all’analisi  dei costi energetici dei vari processi. In quei casi in cui si deve procedere ad un ammodernamento degli impianti, anche in chiave Industria 4.0, l’ottimizzazione  dell’investimento rappresenta una occasione per assicurare la competitività dell’azienda e la diagnosi energetica fornisce molte informazioni per l’analisi della produttività dei vari processi.

Il nostro metodo

Synapsees realizza audit energetici in conformità con quanto previsto dal pacchetto di norme UNI CEI EN 16247 e dal D.Lgs 102/2014. Consci delle limitazioni di tale approccio e della poca utilità dei risultati ottenibili SynapsEES ha sviluppato una metodologia più accurata specifica per differenti contesti.


SynapsEES propone una metodologia di audit energetico in grado di investigare le opportunità per gestire al meglio i consumi di energia. In linea con quanto richiesto dalla normativa UNI CEI EN 16247, si parte dal coinvolgimento delle persone che conoscono al meglio la realtà da investigare e si definiscono obiettivi e strumenti dell’audit sfruttando un questionario appositamente sviluppato.


Si analizzano le attività svolte dall’azienda, i dati di produzione ed i relativi consumi di ciascun vettore energetico, così come le caratteristiche dei principali componenti d’impianto. In seguito ad un sopralluogo di dettaglio atto a comprendere come vengono svolte le varie attività, le correlazioni tra di loro ed il loro impatto in termini di consumo d’energia primaria.


SynapsEES definisce per ciascun vettore energetico un modello in grado di ripartire i consumi rilevati per ciascuna attività seguendo quanto proposto dalle linee guida sviluppate da ENEA (consumi delle attività principali, servizi ausiliari e servizi generali). Per calibrare al meglio i vari modelli si definiscono idonee campagne di misura sfruttando la strumentazione in dotazione: analizzatori elettrici, termocamera, blower door, misuratori di flusso termico etc.


Il risultato fondamentale dei vari modelli energetici è la definizione di indici di prestazione energetica, EPI, delle varie attività. Questi sono utili per definire una baseline, il consumo di riferimento della realtà indagata, confrontarlo con quello dei competitor di settore e con le prestazioni delle migliori tecnologie presenti sul mercato, BAT Best Available Techniques.


SynapsEES definisce i possibili interventi di efficientamento energetico descrivendone la fattibilità tecnico/economica, individuando i possibili fornitori, definendo un piano di monitoraggio per accertare i risparmi e valutando tutte le possibilità di accesso ad incentivi per la realizzazione degli stessi interventi. 

Approccio operativo



  • Definizione condivisa degli obiettivi 






  • Coinvolgimento delle figure chiave: amministratore, responsabile impianti, responsabile di produzione






  • Raccolta e analisi dati dei consumi energetici, degli impianti, delle modalità operative e della produzione






  • Sopralluogo per validazione ed integrazione dei dati raccolti 






  • Definizioni di eventuali campagne di misura puntuali 






  • Analisi dei dati, inventario degli impianti e definizione del modello energetico 






  • Definizione di Energy Performance Indicator per definizione baseline, confronto con competitor e con le migliori tecnologie disponibili






  • Definizione tecnico economica dei possibili interventi di ottimizzazione gestionale ed energetica, valutazione degli investimenti e dei risparmi conseguibili (TR, VAN, TIR, ROI, etc.)



Plus e vantaggi



  • Accuratezza delle analisi svolte 






  • Competenze certificate degli auditor 






  • Primo passo per applicazione di sistemi di gestione dell’energia (ISO 50001) 






  • Semplicità 






  • Rapidità



La normativa

Il decreto (D. Lgs 102/2014) , in attuazione della direttiva 2012/27/UE e nel rispetto dei criteri fissati dalla legge 6 agosto 2013, n. 96, stabilisce un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica che concorrono al conseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico, che consiste nella riduzione, entro l’anno 2020, di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dei consumi di energia primaria, pari a 15,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio di energia finale, conteggiati a partire dal 2010, in coerenza con la Strategia energetica nazionale.


Le grandi imprese e le imprese  a forte consumo di energia che ricadono  nel campo di applicazione dell’articolo 39, comma 1 o  comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,  n. 134, sono tenute, ad eseguire le diagnosi  energetica, nei siti  produttivi localizzati sul territorio nazionale entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, in conformità ai dettati di cui all’allegato 2 al presente decreto. I risultati di tali diagnosi sono comunicati all’ENEA e all’ISPRA che ne cura la conservazione.


A decorrere dal 19 luglio 2016, le diagnosi devono essere eseguite da società di servizi energetici, esperti in gestione dell’energia o auditor energetici certificati da organismi accreditati, ai sensi dell’articolo 8, comma 2 del decreto legislativo 102/2014.


L’impresa dovrà quindi comunicare ad ENEA, entro il 31 marzo di ciascun anno, i risparmi conseguiti nell’anno precedente (art. 7 ) attraverso le misure di efficientamento implementate. Come chiarito dal MISE con nota del 14 Novembre 2016, per l’esecuzione della Diagnosi Energetica è necessario definire l’implementazione del piano di monitoraggio permanente in modo da tener sotto controllo continuo i dati significativi del contesto aziendale e acquisire informazioni utili al processo gestionale dando il giusto peso energetico allo specifico prodotto realizzato o al servizio erogato.

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